“La prima volta che dissero a Fish di fare il buono, fu in un resort alle porte di Bergamo. Fu quando un gruppo di persone ben definito, creò quella che venne chiamata l’Agenzia del diluvio.”
Fish si diede il tempo di una pausa, per gustarsi la mia espressione. Quindi continuò come se nulla fosse.
“Tutto cominciò a Bruxelles…la mafia aveva infiltrato alcuni uomini nei gangli del parlamento europeo, per lavorare a progetti a lunga scadenza. L’idea era quella di seguire progetti nati lì, progetti buoni, che, nel corso del tempo, modificandoli leggermente, sarebbero stati dei BUONI AFFARI. All’inizio sembrava che il progetto giusto, fosse quello per cui fu costituita l’agenzia: realizzare una Las Vegas in una zona ormai devastata dalla siccità, magari in Spagna.”
“E perché non fu fatto?”
“Perché qualcuno ebbe un’idea da comunisti, una cosa che nell’arco di dieci anni avrebbe reso tutti multimiliardari, non sembrava quasi vero…”
“Un’idea comunista?”
“Si…era successo che qualcuno aveva detto: In Spagna c’è stata la bolla immobiliare e vi sono paesi interi, con case su case vuote…diamole alle donne, magari alla comunità gay femminile,non solo spagnola,ovvio, siamo in Europa, che si organizzino. Magari le abitano, tengono tutto pulito, si danno un comitato organizzatore, anche una sorta di polizia, quasi un’enclave…”
“E si può fare?”
“Se sono tutti d’accordo si…la cosa venne fuori alla terza riunione dell’agenzia. Me lo ricordo bene…ci dicemmo che la chiesa non lo avrebbe permesso, il re non lo avrebbe permesso e quindi sarebbe rimasta un’idea stramba sulla carta.”
“E cosa ci avrebbe guadagnato la mafia?”
“L’idea era quello di infiltrare la comunità. Prima con qualche modella che avrebbe portato un po’ di droga, una volta ogni due o tre mesi, il primo anno…poi quando qualche uomo avrebbe cominciato ad entrare in comunità, sarebbero venute un paio di ragazze con un microchip nel braccio, prostitute. L’idea insomma era di far si che senza fare troppo rumore, nell’arco di dieci anni, l’utopia sarebbe diventata Las Vegas, perché le case già c’erano, capisci?”

“E la comunità lesbica?”
“Eravamo già d’accordo che ci sarebbe stata come una rivolta nella comunità…con morti e incendi e sarebbero morte le persone che non volevano un’ampliamento della comunità stessa…”
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