“Già e per niente soddisfatti…”

“Non mi sembra…”
“E’ che non hai in testa il quadro generale…la cosa che più mi dispiace, quelle poche volte che mi tocca prendere la metropolitana, la mattina, non è l’alito delle persone, il fatto che abbiano deciso di lavarsi dopo il lavoro, pur essendo magari avvocati all’ultimo grido, ma il fatto che non sappiano leggere…”
“Perché sono come me, che leggono giornali di sinistra…”
“Non dico questo…è che leggono gli articoli per passare il tempo…sono convinti che quello che leggono sia l’informazione…che basta loro dare quell’occhiata veloce per capire i destini non dico del mondo…no, non pretendo che arrivino ad un tale lucidità…ma della loro stessa città…questi pezzenti hanno nel sangue solo un caffè fatto in fretta, dormono davanti il telegiornale, sognano di drogarsi e poi piangono non appena vengono a sapere che il loro figliolo così bravo, così docile, magari paga i debiti offrendo crystal e coca per tutti, bruciandosi una rata della macchina…”
Fish aspirò con gli occhi per un attimo persi lontano.
“Scusami è che in questo momento solo quel poco di rabbia che mi è rimasta mi fa andare avanti…”
“Dai…mi dicevi del dopo incontro…”
“Basescu probabilmente aveva fatto lo stesso discorso a quelli venuti nel suo ufficio prima di noi…in alto loco si fa così…si tastano progetti, possibilità…poi non appena qualcosa davvero si mette in moto, ecco che la macchina della memoria riparte…”
“Quindi il documento sulla città spagnola delle ragazze rimase per un po’ nel cassetto…”
“No, o comunque ci rimase pochissimo. Perché l’idea del gratta e vinci europeo sapeva di buono fin da subito…”
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