“Mi accendo un’altra sigaretta…”
Feci un cenno di assenso.
“A questo punto cosa ha fatto l’agenzia?”
“Per prima cosa verificammo la notizia, cioè se era vero che tra le tante idee che a Bruxelles giravano, questa esisteva. Il progetto esisteva e per finanziarlo si era pensato ad una sorta di gratta e vinci valevole in tutti i paesi della comunità europea. Il problema era politico…era solo un’idea particolare, uscita fuori da un brainstorming, in teoria non sarebbe dovuta neanche uscire dall’ufficio dove era stata pensata…”
“E voi?”
“L’agenzia mandò me e Fritz in Romania, a Bucarest, per la precisione, a parlare con un cardinale, Basescu, che era notoriamente un finissimo politico e un amante del lusso, non sarebbe mai diventato papa ma se ne fregava…”
“Era davvero così?”
“Aveva un ufficio con le porte a vetro scorrevoli e portava una strana veste di seta foderata. Nel suo ufficio tutti dovevano calzare certe ciabatte di Prada che ti forniva la sua segretaria. Non usava computer, perché secondo lui, portava alla solitudine patologica…quando Fritz durante la conversazione lo chiamò santità, Basescu non lo degnò neanche di uno sguardo, per lui Fritz era solo un pervertito…”
“Cosa disse il cardinale?”
“Sulle prime non era convinto…poi disse che se e disse se il progetto sarebbe andato avanti, avrebbe dato una mano indicandoci chi sarebbe stato l’uomo giusto in Vaticano che avrebbe saputo parlare con il re di Spagna e poi…”
Fish aspirò con gusto la sigaretta.

“E poi?”
“Ci avrebbe dato una mano con alcuni uomini della Garda de fier che erano alle sue personalissime dipendenze…”
“La guardia di ferro esiste ancora?”
“Basescu ne era un grande ammiratore e curava personalmente un gruppo scelto ispirato a quei principi…”
“Ma perche la garda de fier avrebbe dovuto proteggere una comunità gay?”
“Non doveva proteggerla, stupido! Doveva fare in modo che l’utopia diventasse nel corso degli anni un parco giochi senza destare nessun sospetto…”
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