domenica 14 ottobre 2012

2 - Il segreto di Machiavelli

Fish mi guardò con un sospiro.
“Per colmare le lacune di questa storia ci vorranno un bel po’ di scatoloni…”

“Mi stavi dicendo di Fritz e del fatto che fosse un orco…”

“Si, Fritz era chiamato così, perché, da piccolo, chiamava tutti “amico Fritz” ; quando c’erano riunioni per traffici, citava sempre Machiavelli. Diceva che esisteva una sorta di segreto di Machiavelli. Che se non lo studiavi per bene non avresti mai capito come si governa un clan…”

“Ed era un capo, quindi?”

“No, lui avrebbe voluto essere un consigliere, una specie di radio illuminata con cui tu ti sintonizzi nei momenti di difficoltà…basta che giri una manopola,lui magari se ne sta un po’ a sfogliare mentalmente “Il Principe” e ti dice cosa fare…”

“Ed era vero?”

Fish si diede il tempo di un paio di tiri. Continuavo a pensare alle dita sporche di sangue.

“Qualche volta ci prendeva…un po’ come quando i fregnoni come te, vorrebbero girare una scena, non sanno come fare e guardano il cielo, aspettando la resurrezione di Fellini…”

“Quindi non era saggio…”

Fish scosse il capo, sbuffando contemporaneamente.

“Per niente, troppi vizi; aveva un amico prete, un orco pure lui, con cui aveva cominciato a lavorare ad una sorta di progetto, un “Almanacco della croce”. Così lo chiamavano… doveva uscire ogni tot mesi, sempre ‘sta storia dei consigli…pensa hanno litigato per un paio di ragazzini…degli zingarelli…e così l’almanacco è andato a puttane…”

“E a te…Fish, i ragazzini piacciono?”

“Col cazzo…per me il femminile è sublime, le uniche cose dure che mi piacciono sono le canne e il calibro, un po’ come per te il carrello… “

“Ok…capito, allora dimmi…chi aveva avvisato Fritz di stare alla larga dagli zingarelli?”



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